|
Servizi
Latest RSS/ATOM
-
Il Top 10 ricette del 2008
(31/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Euhm, vabbe che ultimamente siamo un filo dispersivi ma questo dopo tutto sarebbe un blog di cucina, giusto? E quindi, a prescindere degli annedoti, delle fortune alterne delle ricette, a prescindere di quelle che sono venute, esteticamente, più belle, ho scelto le 10 ricette di quest’anno che mi sono piaciute di più. Anzi, a guardarle meglio, su 10 ricette, ben 6 hanno dentro un qualche agrume… che io fossi leggermente assuefatta? :-)) Insomma, con queste direi che possiamo definitivamente sigillare i cartoni e mettere tutto quanto in archivio con l’etichettina ‘2008′. A tutti auguro una bella fine e un inizio eccellente! ;-)1. Insalata di pasta con melone, avocado e salmone affumicatoIn pratica il mio cavallino di battaglia dell’estate, personalmente la adooooro ( e non ho ancora trovato nessuno che non condividesse :-P), la pasta per il lato nutriente della faccenda, il morbido e zuccheroso del melone, il grasso dell’avocado e l’affumicato del salmone e infine il croccante dei pinoli. Fantastica. 2. La focaccia di LocatelliAltro cavallino che non si smentisce mai, è la foccaccia più veloce e più oscenamente buona che io conosca, quasi impossibile sbagliarla, impossibile anche non finirla tutta una volta che sta li davanti a voi sul tavolo, con quella sua crosticina croccante e oleosa e la sua mollica alta e morbida. miam! :-)3. Polpette di spada e pistacchio con gazpacho di pomodoro e fragoleEcco c’è scappato pure il finger food c’è scappato (perché veramente fra i buoni propositi del 2009 ci sarebbe anche: no more finger foods! :-))), beh, semplicemente un bocconcino a 360 gradi, da mordere poi da bere, con dei sapori un po’ siciliani, un po’ estivi che si completano a meraviglia.4. Risotto sedano arancio e gamberiL’idea di partenza credo di averla fregata a Roby, ci ho giusto aggiunto dei gamberi e il risultato mi piace davvero tanto, è insieme morbido e leggero, secondo me anche un po’ elegante e sopratutto: molto buono. Da rifare ancora tante volte…5. Lemon sticky chickenQuesto qui l’avete plebiscitato pure voi, è un modo fantastico per preparare una cenetta al volo, del tipo che si buttano i condimenti sul pollo, si ficca al forno, et voilà, un pollo diverso dal solito, deliziosamente apiccicoso, acidulo ma non troppo, e tenero dentro. 6. Crostata di pesche bianche con mandorle nocciole e zibbibboEuhm, vediamo, cos’è che mi piaceva tanto di questa torta qui? Beh, intanto i colori, il rosa della buccia di oesca che tinge lo sriroppo, il suo leggero acidulo, e poi l’opulenza estatica di quella crema di mandorle e nocciole che si rapprende intorno alla fruta cotta, morbida, e poi su tutto quel profumino inconfondibile dello zibibbo che vela il tutto. Eccoqua :-)7. La torta di ciliege di AnnalisaMai più cambierò ricetta per la torta di ciliege, giuro. Questa viene veramente buonissima, una di quelle cose che ricordano l’infanzia, i pomeriggi delle fine della primavera, le mani macchiate di succhi di frutta rossa, persino gli stessi alberi di ciliege (che non ce l’avevate, voi, nel giardino, da piccoli, un grande albero carico di ciliege grosse e scure nel quale arrampicarvi? :-). Ricetta semplicemente fantastica. Grazie Annalisa! :-)8. Linguine con acciughe e aranciaScoperta recentissima, una ricetta della Locanda di Alia che mi è arrivata miracolosamente via michele, una gran bella ricetta, anche questa, fresca, elegante, con dei profumi e dei sapori delicatamente sfumati. Non l’ho ancora rifatta ma non vedo l’ora :-)9. Il polpettone della Raffa’Lo amo per il suo lato no fuzz, insomma una ricetta facile, generosa, di quelle da preparare per un pranzo della domenica cosy, rassicurante e comfort, anche un po’ infantile (insomma il purè credo di aver quasi del tutto smesso di mangiarlo verso i dieci anni :-) e quindi deliziosamente regressivo :-)10. Gazpacho di mangoA prova che il gazpacho si può fare con qualunque cosa, una ricetta un filo audace e originale ma gustosa davvero, perfetta per l’estate e le voglie di cibi freschi. Una di quelle cose di cui non riesco a stancarmi.
-
L?anno del cavolo [retrospettiva 2008]
(30/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Chiariamo subito, non è stato affatto un anno del cavolo, anzi, alla faccia di chi dice che gli anni bisestili portano sfiga (c’è persino un gruppo dedicato su facebook, bah?), devo confessare che il mio 2008 è stato un anno ricco, strapieno di insegnamenti, di esperienze, di lavori, con momenti di grande gioia, entusiasmi, curiosità, soddisfazioni e, giustamente, qualche crisi direttamente proporzionale (v. settembre ma anche dicembre non è male :-P). Nell’insieme però, come direbbe Madonna: absolutely. no. regrets., e il timido desiderio, anzi no, il fermo intento, che il 2009 sia altrettanto stimolante e costruttivo. Sicuramente, la storia non si ripete mai e quindi qualche cambiamento ci sarà (anzi, su alcune questioni me lo auguro davvero - che vi sembro l’oracle di delfi oggi? :-)), intanto faccio un mio personalissimo riepilogo dell’anno. Attenzione, post a tasso altamente autoreferenziale… gennaio Iniziamo bene, passo 4 giorni di fila per cucine e mercati con il grande fulvio, il quale mi regala un sedano rapa. Quasi che mi commuovo, poi ci faccio la zuppa. Esce la mia prima copertina sul gambero rosso, col pollo poi, per ripicca, ci faccio le tortine salate. febbraioScopro che il ketchup si può anche fare in casa. Pecco sfacciatamente e ripetutamente di gola con delle crostatine pere e ciocolato e una torta di mele rovesciata e mi faccio due risate scoprendo come e perché alcuni internauti sono arrivati su questo blog… marzoEsploro il borrough market di londra, facciamo una gran casciara sul tema ‘la cucina inglese non esiste’ (- si che esiste!), e sempre della serie delle schifezze (v. febbraio) mi lancio nella nutella fatta in casa. I puristi non aprezzano. L’alitalia mi lascia a terra e mi vendico mediante delle linguine tricolori. aprileAd aprile ho cucinato la pizza e altre cosette sullo stand KitchenAid al salone del mobile, ci siamo incontrati al primo cavoletto party, e, poiché noio siam giovani e pieni d’energia, corro a destra e a manca a fare foto (notare che questo lo faccio già tutto l’anno). Nel tempo perso cucino gli asparagi.maggioMi innamoro di una sfogliata di pesche, scopro che non necessariamente ci vogliono le carote per fare una zuppa di carote, conosco finalmente Giu e lo porto a spasso per la capitale, comprando, en passant, del rabarbaro a 15 euro al chilo, uno scandalo. Mi faccio anche una gran scorpacciata di pesce spada. Poi, in un indimenticabile viaggio di lavoro nel nord est vado a vedere come si fa il parmigiano e metto piede a mantova. Poiché m’avanza del tempo mi faccio un giro dagli gnomi abruzzesi.giugnoMia mamma mi porta dal belgio 5kg di rabarbaro e pur di esorcizzare anni di privazione mi sfogo cucinandolo. Mi interesso al mistero del malakoff, conosco finalmente le langhe ma anche quel genio di un gennarino (e la moglie pasticciera di gennarino, e il papa di gennarino, e l’orto del papa di gennarino, ecc).luglioIn cui scopro cos’è un osmiza, vado a raccogliere le more con Igles Corelli, penso di chiudere uno dei cerchi della mia vita andando da Ferran Adria via barcellona, presenzio alle europeennes du gout scoprendo en passant l’Auvergne. Per rimettermi di tutto ciò mi impunto sulle bibitone detox, e per finire di rovinarmi faccio un paio di dolci con la frutta.agostoFaccio arabbiare mezza italia consumando della balena, passo quattro giorni in mezzo ai macarons di tutti i colori, ne soffro e ne gioisco intensamente (il libro poi è uscito a ottobre), ah, e poi assaggio le palacinche in loco e visito la illy, andando da trieste verso l’est. Infine, annuncio l’inizio del trasloco (sempre in corso mentre scriviamo, haha)settembreSto ancora rimuginando sulle ricette dell’estate che succede il patatrac: Bonilli va via dal Gambero Rosso, e tutto cambia. Una grande lezione di umanità (nel senso che, a parte le guerre e gli episodi di hooliganismo allo stadio, i casi in cui si da a vedere il lato peggiori degli esseri umani sono tutto sommato rari, per cui, dato la rarità dello - sconfortante - spettacolo, sono stata e sono tutt’ora una spettatrice proprio privilegiata, non c’è che dire). Per cambiarci le idee andiamo a giudicare i couscous al couscousfest, e già che ci sono torno dopo tanti anni a Palermo, per vedere il ‘mio’ Ballarò.ottobrePer il mio compleanno vi regalo un’impastatrice kitchen aid, quando non sono impegnata a leggere i 400 racconti che mi sono stati mandati per il concorso mi dedico alla cucina casalinga, e torno anche a sentirmi molto belga inside. Per chiudere il mese mi sparo in una settimana il salone del gusto (dove scopro alcuni street food mai visti prima) e 100 e passa pagine di supplemento natalizzio del gambero, stando per tre giorni da Salvatore Tassa. novembreDal primo novembre sono ufficialmente senza cucina il che frena sia il mio lavoro che l’andamento del blog, passo il tempo organizzando una cenetta gourmet che fa arrabbiare molto chi non c’era, e scrivo una guidina semi demenziale ai luoghi del mangiare della mia (nuova) via. Scopro anche che un cornetto veramente buono, a roma, c’è, e trovo persino una vittima consenziente che mi cucina le gauffres comme là-bas.dicembrePer non pensare alla cucina che non c’è vado a sfidare il freddo glaciale veneziano, e ogni tanto qualcosa lo cucino da mia suocera. Eppoi mi faccio melancolica pensando ai biscotti di natale che quest’anno non farò. appendiceAlla fin fine, la cucina è arrivata. Gli eletrodomestici no. Sono rimasti nella fabrica dove era previsto che fossero montati sui mobili della cucina (uhps??). Risultato: ho una belisisma cucina nella quale non si può cucinare, e se ne riparla il 12 di gennaio, alla riapertura dopo le ferie. Mentre mi chiedo qual è stato il genio che ecc, esito fra l’esasperazione la più totale (una bella crisi di nervi rotolandomi per terra e battendo dei pugni, no? :-), la cassa integrazione (come? ah, non esiste la cassa integrazione per i lavoratori indipendenti? davvero? sicuri eh?) e un diabolico ricatto mediante sciopero della fame ampiamente mediatizzato sul blog (ehhh? elle est pas belle mon idée??!), passo il fine anno a comprare coltelli nuovi, padelle nuove, contenitorini ikea strepitosi nei quali conservare la frutta secca (si vede che c’ho proprio niente di meglio daffa’, no?), scarto, sistemo, organizzo, e aspetto… l’inizio del 2009 per poter tornare finalmente a cucinare e lavorare felice e serena :-)
-
Auguri!
(24/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Nei prossimi giorni saremo tutti più buoni, più felici e possibilmente più golosi, e prima che inizino le tante agognate ferie (non vedevo l’oraaaa :-), le mangiate, le ceremonie dei regali e pensieri, volevo farvi anch’io i miei Auguri. Per Natale e per tutto quanto il fine anno, spero che vivrete, a tavola e in ogni altro dove, dei momenti sereni con le persone che amate. Buona Feste a tutti! :-)
-
Debian e KDE 4.2
(19/12/2008)
from O.S. Revolution
Torno a parlare di kde 4.2 … da un post apparso sul planet Debian pare abbiano deciso di inserire un “immagine del trunk” del futuro Kde 4.Chiamatelo un esperimento per vari motivi : I pacchetti possono subire notevoli mutamenti prima del rilascio finale. Il codice è ancora in sviluppo e potrebbe presentare innumerevoli bug. Data la metamorfosi che subiscono di continuo potrebbero creare parecchi problemi di dipendenze.Prendetene piena coscienza e prima di installare Kde4 snapshot post-beta2 sulla vostra Debian, leggete attentamente tutte le informazioni presenti all’indirizzo: http://kde42.debian.net/ Non dimenticate che sono pacchetti assolutamente Unofficial. Good Luck!
-
Books for Cooks / Christmas edition
(19/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Anche voi siete in ritardo coi regali di Natale? :-))) Ecco, regalate dei libri!…Per la mamma / la suocera e chiunque abbia voglia di una spintarella per cambiare un po’ dai tre quattro dolci di sempre (anche perché poi a voi tocca mangiarle, la domenica :-)Dessert, 200 ricette da tutto il mondo, Ting Morris, Rachel Lane e Carla Bardi, briolibri editore, 25 euro.Intanto l’originale di questo libro è inglese e si vede, poiché ogni tanto appaiono pudding, syllabub e mincemeat, che forse qui non si sa manco bene cosa sono. Per il resto però, mi pare un buon libro di basi, nel senso che le ricette sono abbastanza dei basic, sempre utili. Diversi tipi di brownies, una piccola collezione di muffin e cupcakes variegati, una bella serie di torte e crostate di frutta, e poi ancora creme, gelati, dolci di frutta, fritti, e tante cose che vedrei decisamente bene nella cucina delle mamme (per non dire che io quel ciambellone glassato con pere e cioccolato bianco, prima o poi, lo fo’ :-). Insomma, le ideuzze dolci da raccogliere qui non sono poche, le foto sono carine, mi pare un’ottima fonte anche per i pranzi della domenica, per chi ama portare dolcetti in ufficio, organizzare tè fra amiche o semplicemente organizzare cene, ed è allergico a riprodurre più di tre volte la stessacosaaaa (ioioio!! :-))Per l’amica disastrata dei fornelli / la neo-sposa / l’amico single 35enne che ha appena lasciato la casa della mamma per andar a vivere da soloIl mio corso di cucina. Le basi, 80 ricette illustrat passo a passo. Keda Black, guido tommasi editore, 25 euro. Una mezza genialata. Non per me, o per voi che navigate quotidianamente tutti i foodblog del mondo, avete in frigo il lievito madre e ne sapete una più del diavolo in quanto a marinature e manicaretti, ma per chi con i fornelli non è esattamente familiarissimo. Finalmente un libro che non si limita a far vedere il - bellissimo - piatto finito (tranne poi a non riuscire mai a ottenere lo stesso risultato, mi ricordo, tempo fa… :-) ma appunto un libro didattico, che fa vedere in modo elegante e se volete anche zen (tutte o quasi le foto sono in painta e l’insieme risulta molto ma molto più elegante della solita ’scuola di cucina’ eppure non mi pare che perda in efficacia) le tappe cruciali della preparazione, le consistenza, i colori e insomma la faccia che dovrebbe avere gli ingredienti man mano che si preparano. Le ricette poi sono dei veri basici affidabili, belli, delle vere ricette consistenti e buone, e che più avanti, secondo me, si prestano anche a interèretazioni personali, dalla zuppa di zucca al tagine di pollo, limone e olive passando per il manzo brasato alla birra, la ratatouille al forno, il cheesecake e via dicendo. Insomma, mi pare otitmo per chi ha qualche incertezza ma gran voglia - o bisogno - di iniziare a fare in cucina delle cose serie. il libro per quelli che vogliono fare due regali in uno / per quelli che han sempre sognato di sapere cosa mangiava da piccoli, per dire, giorgio falettiNuove ricette del cuore, aavv, blu editore, 10 euro.Forse ricordate le ricette del cuore dell’anno scorso. Questo qui è il seguito, o per lo meno è la versione 2008 della stessa cosa. Sono cambiati i protagonisti, le ricette, e i racconti di infanzia, non è cambiato però il principio: i provenienti della vendita veranno devoluto alla fondazione banco alimentare e così, oltre a far felice il destinatario del regalino, farete anche felice qualchedun’altro di meno fortunato che in questo periodo di mangiate natalizie. Stavolta, fra gli autori, oltre all’eccellente Allan Bay ci sono anche personaggi come Camilleri, Bevilacqua, la Comencini e Valeria Parella, insomma un po’ come dire che i letterati si mettono a tavola per ricordare l’infanzia e le ricette che la hanno accompagnato. Sempre un piacere, e empre interessante indugiare fra ricordi e ricette altrui, specie quando l’altrui è semplicemente bravisismo a raccontare. Il libro per l’aspirante gentleman farmer / l’appassionato di fotografia / l’incurabile innamorato della siciliaIbleide, di Davide Dutto e Lorenzo Piccione di Pianogrillo, ed. Cibele, 48 euro.Un mega regalo questo, per peso, dimensioni, e sopratutto per bellezza. Un libro fotografico che racconta, per immagini, il ciclo dell’olio d’oliva extravergine Pianogrillo (che se non conoscete il suo inconfondibile profumino di foglie di pomodoro, cospargetevi subito il capo di ceneri e correte a procurarvelo :-P). In pratica: dalla pianta alla bottiglia, anzi alla ricetta di ciccio sultano (geniale la foto della ricetta :-)), passando per tutte le tappe internmedie. L’introduzione scritta da pianogrilla è pure poesie, un testo da orfèvre, una delizia da leggere, mentre le foto di davide sono, beh, chi sono io poi per parlare delle foto di Dutto?? Sono in sostanza il dutto quello che amiamo follemente, che si aggira fra quelle facce siciliane che ama tanto, irresistibilmente attratto dai visi consunti dal vento e dal sole siciliano, le mani che portano la memoria del lavoro a contatto con l’indomabile natura, simile alla corteccia degli alberi, insomma, la silenziosa lotta che si protrae, da sempre, fra la grande natura e la piccolezza degli uomini che a volte riescono a strappare, a forza di ostinazione e di impegno, dei gioiellini come appunto l’olio di pianogrillo. Per il resto, Dutto è un poeta, capace anche (cosa che continua a stupirmi) di porre uno sguardo estetico su cose di per sé poco estetiche come camion o, in questo caso, macchinari per la spremitura delle olive. Il libro infine è il primissimo volume pubblicato dalla edizioni Cibele, la casa editrice in cui si sono associati dutto, pianogrillo, e.a., alla quale auguro, ovviamente, una lunga vita e una produzione meravigliosa. Per gli innamorati tout court, gli amanti della laguna e per tutti per quelli che hanno tanta voglia di ritornare a venezia (eheheh)Venezia, Food & Dreams, Tessa Kiros, murdoch books, 25 poundsTessa Kiros è decisamente una foodwriter atipica, fusion per natura diciamo, poiché, è un po’ di tutto, ha antenati provenienti da praticamente tutte le parti del globo, sposata con un italiano, il che ci dà, al finale, un bagaglio di ricette d’infanzia assolutamente variopinto e delizioso. I suoi precedenti libri - qualcosina è stato tradotto in italiano - erano delle specie di deliziosi scrapbook/album souvenir in cui appunto elencava, con tanto di sapore di casa, note personali, immagini di atmosfera, ricette di tutto il mondo che poi sono sempre intimamente sue, qui invece, famiglia veneziana oblige, per una volta è molto poco globale, e il libro ruota tutto intorno a venezia. Certo, parlare di venezia per gli anglofoni vuol dire rischiare di scivolare verso la cartolina, cosa che lei evita abbastanza bene. Oltre alle foto di piatti le foto di atmosfera sono quasi tutte prese durante il periodo del carnevale, detto ciò, ho ritrovato nel libro davvero tutti i piatti che ho visti, assaggiati e sentito raccontare durante l’ultimo viaggetto veneziano, insomma un bel lavoro di autenticità, utile per riprodurre ciò che si è assaggiato in loco. In inglese.Per un po’ chiunque abbia voglia di rilassarsi leggendo cose poco serie con anche un po’ di sottofondo gastronomicoLa vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo di Gaetano Cappelli, marsilio editore, 17 euroGraffiante, ironico, dissacrante, divertente e, nonostante sia anche colto (anche molto :-), un romanzo che non si prende sul serio, anzi, dal tono poco formale (e dal linguaggio giocoso) anzi contemporaneo, quasi poco impegnativo da leggere, ci verrebbe da dire beverino, perfetto tra una festa e un’altra, perfetto per rilassarsi dopo questo ultimo periodo di grande corse, consegne e impegni :-) Un libro in cui s’incrociano dei personaggi buffi in senso proprio, quasi groteschi, dalla ricca signora di provincia al galerista d’arte contemporanea che odia l’arte contemporanea, passando per il grande cuoco cialtrone e, ovviamente, il segreto del pacchero estremo. Davvero godurioso! :-)Infine, vi lascio con un disegnino col quale io c’entro poco o nulla (insomma è un inside joke del quale io però non sono insider :-)), che sarebbe uno strizzare l’occhio al caro giu che ormai tutti conoscono, da parte del club delle afficionados ka :-)
-
Regalini golosi faidate
(17/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Qualcuno l’aveva suggerito qualche tempo fa, qui nei comment, e così, per colloro che hanno la fortuna di disporre di una cucina nella quale pasticciare a volontà (promesso, la smetterò a brevissimo giro con le lamentele sul tema ‘ io non ho la cucina bu-hu-huuu’ :-), ho raccolto dall’archivio un po’ di cosette tipiche natalizie, insieme ad altre ricettine che ben si prestano ai regali natalizi comestibili. Insomma, scaricate (il pdf, qui), cucinate, poi basta fare un po’ di bricolage con carta pacchi, scatolette rivestite di carta fiorentina, bustine trasparenti e nastrini multicolor, e via, anche quest’anno saprete cosa lasciare sotto l’albero di natale :-))
-
Linguine con acciughe e arancia
(15/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Questa l’ho rubata! Qualche giorno fa ero a una cena dove degli amici ci hanno cucinato tutto un menù che girava intorno agli agrumi, e per primo c’era questa cosa qui che non ho potuto fare a meno di replicare immediatamente, tanto l’ho trovata geniale (e buona!). Trattasi quindi di una pasta condita con una variante se si vuole agrumata della classica acciughe & mollica (non so voi ma il mio natale calabrese prevede d’obbligo gli spaghetti con acciughe e mollica). Qui si aggiunge della polpa di arancia, del cointreau (sic!! :-) e delle foglioline di menta, e il risultato è, beh, interessante davvero.La cosa un po’ mi ha fato pensare al pesto di agrumi di Filippo La Mantia (che però non usa l’aglio, e se ben ricordo nemmeno le acciughe), e si potrebbe anche pensare di aggiungere un po’ di buccia di arancia grattugiata anche se, usando solamente la polpa viene un effetto agrumato morbido ed elegante, per cui la buccia semmai può essere un optional per dare un carattere un po’ più deciso all’insieme (io per questa prima volta non ce l’ho messa e francamente non ne ho sentito la mancanza). Infine ho adorato l’idea del rametto di menta aggiunto sul piatto finito: da spezzettare da sé, con le manine, e da amalgamare alla pasta prima di affondarci la forchetta, il profumo della menta fresca rimane sulle mani, e precede la pasta, fantastica :-) L’unico mio cambiamento (a parte che le proporzioni le ho un po’ indovinate, hum), sta nella mollica soffritta sul lato per dare un tocchettino di croccantezza al tutto.Linguine con acciughe, arancia e mentaper 2linguine 150garancia 1acciughe 5aglio 1 spicchiocointreau 3 cucchiaimenta 4 ramettimollica di pane 4 cucchiaiolio d’olivaFar rosolare brevemente l’aglio in camicia con 3-4 cucchiai di olio d’oliva. Eliminare l’aglio, aggiungere le acciughe e farle sciogliere a fuoco medio. Pelare a vivo l’arancia e aggiungere gli spicchietti (sbarazzate quindi di tutte le pellicine bianche) nella padella, così come il cointreau e 2 rametti di menta. Lasciar cuocere a fuoco medio alto finché il tutto sia diventata una crema, poi lasciar addensare per un paio di minuti in modo che la crema risulti troppo lenta. Sul lato, in un’altra padella, far rosolare la mollica di pane con poco olio d’oliva finché non risulti croccante. Infine, far cuocere la pasta, scolarla al dente e farla saltare nella crema di acciughe e arancia (eliminando prima i rametti di menta), aggiungere una macinata di pepe e distribuire la pasta nei piatti, finire con la mollica croccante e un rametto di menta fresca.Note: There is a print link embedded within this post, please visit this post to print it.
-
Wordpress 2.7 a me mi piace!
(11/12/2008)
from O.S. Revolution
Da buon abitudinario anche oggi ho aggiornato Wordpress … Stranamente è riuscito a sorprendermi.Fonte e Video by WordPress 2.7 ?Coltrane?
-
E17 tutti i temi in un pacchetto deb.
(11/12/2008)
from O.S. Revolution
Stavo rileggendo il bordello da fare per installare i temi su E17 (attualmente passato da CVS in SVN) e quasi per caso sono andato a visitare alphagermini. Ed ecco spuntare una gradita novità, in un solo comando (usando i repository per Debian Unstable) è possibile godere di moltissimi temi presenti su http://exchange.enlightenment.org/ …# apt-get update && apt-get install e17-themesTemi inclusi nel pacchetto virtuale :e17-theme-apple-17 - The Apple 17 theme for E17e17-theme-baroque - The Baroque theme for E17e17-theme-black-chrome - The Black Chrome theme for E17e17-theme-blingbling - The BlingBling theme for E17e17-theme-bloody-imago - The Bloody Imago theme for E17e17-theme-blue-eyed-theme - The Blue Eyed Theme theme for E17e17-theme-camou - The Camou theme for E17e17-theme-cerium - The Cerium theme for E17e17-theme-chrome - The Chrome theme for E17e17-theme-clearlooks - The Clearlooks theme for E17e17-theme-crema - The Crema theme for E17e17-theme-crude - The Crude theme for E17e17-theme-cthulhain - The Cthulhain theme for E17e17-theme-dali - The Dali theme for E17e17-theme-darkness - The Darkness theme for E17e17-theme-darkrevolution - The Darkrevolution theme for E17e17-theme-darkside - The Darkside theme for E17e17-theme-dukes - The Dukes theme for E17e17-theme-edjy - The Edjy theme for E17e17-theme-fireball - The Fireball theme for E17e17-theme-gant - The Gant theme for E17e17-theme-grunge - The Grunge theme for E17e17-theme-iceball - The Iceball theme for E17e17-theme-imago - The Imago theme for E17e17-theme-japan2007 - The Japan2007 theme for E17e17-theme-kor - The Kor theme for E17e17-theme-night-bling - The Night Bling theme for E17e17-theme-nyz - The nyz theme for E17e17-theme-pinkapple - The PinkApple theme for E17e17-theme-purewm - The PureWM theme for E17e17-theme-siro - The Siro theme for E17e17-theme-smoke - The Smoke theme for E17e17-theme-steampunk - The Steampunk theme for E17e17-theme-winter - The Winter theme for E17e17-theme-xliquid - The XLiquid theme for E17Sarà da pigroni, ma a me sta cosa piace.P.S. E fatevelo un giro su E17 … Come ha fatto Deer (guardate il suo video).Clicca qui per vedere il video incorporato.
-
L?eau et les rêves. Venise.
(9/12/2008)
from il cavoletto di bruxelles
Non so se Bachelard è un autore che si legge in Italia. Fatto sta che Bachelard, e la sua l’acqua e i sogni (saggio sull’immaginario della materia), è importante, dal punto di vista dell?analisi letteraria, e che ciò che dice del rapporto all?acqua e di ciò che rappresenta, symbolizza e suggerisce l’acqua per e nella mente umana, delle sue valenze nell?immaginario, è praticamente universale. E Venezia, in questa ottica, è esattamente la cristallizazione del pensiero acquatico di bachelard, è il punto in cui tutte le sue letture si incrociano, il luogo dove tutte le tipologie dell’acqua sono presenti simultaneamente, come un groviglio, un concentrato. Insomma Venezia, oltre a tutto ciò che se ne dice, è anche un crogiolo di sogni, è materia cangiante, è spunto permanente per la mente, un microluogo che affascina e magnetizza non solo il turista medio ma anche una bella schiera di intellettuali francofoni e non (ma sopratutto francofoni :-). Penso a d?Ormesson, a Ezra Pound, a Philippe Sollers, nutrito di Casanova (sempre lì siamo, e sempre nei francofoni), e a Vincent Engel. Questi nomi per me erano non dei punti di riferimento ma dei veri e propri fari, ed è con queste letture in tasca che sono andata, per la prima volta, a Venezia, un 12 anni fa. Poi sono tornata, diversamente, ma quasi sempre d?inverno. E così anche questo weekend. Più prosaicamente, Venezia d?inverno era ed è sempre un gran freddo bestiale, poi sono, nell’ordine, delle gran camminate, per forza, e una quantità indicibile di spritz e almeno altrettante grosse olive verdi, delle pietre, delle pieghe nell’acqua, e poi dei luoghi piccoli e stretti, quasi oltre l?immaginabile, riscaldati, dove ci si ristora in tutti i sensi della parola. Stavolta, oltre ai pensieri sulla vita di altri tempi, sul miracolo della laguna, su ciò che di efimero appare e scompare nella nebbia, oltre alle meditazioni su una Venezia che non c?è più da tempo e che non si smetterà mai di rimpiangere, e di immaginare, e di innestare sui propri sogni, ovviamente - come poteva essere diversamente? - sono anche andata a guardare un po? al lato mangereccio della faccenda veneziana. E vi lascio un paio di indirizzi. Al Marca?Questo posto qui mi è piaciuto tanto. Forse perché ricorda altri viaggi, altri luoghi, e il bisogno quasi universale dell?essere umano di radunarsi, in certe ore, nelle piazze, e di bere un aperitivo, in piedi, stuzzicando e chiacchierando en passant. Al Marca? è proprio cosi, ci sono capitata un sabato dopo il mercato, anzi veramente già alle 11h30 c?era un bel giro di calici e stuzzicchini. Verso pranzo, la piazza man mano si riempie, al banco si ritirano polpettine di melanzane, di tonno o di carne, o dei mini panini (a Venezia sembra si contempli tendenzialmente solo un tipo di pane che è quello all?olio) farciti di ossocollo, soppressa veneta, e quant?altro. Ottimo i panini, interessante la lista dei vini, e delizioso sorseggiare lo spritz carico di ghiaccio saltellando da un piede sull?altro in una fredda giornata dicembrina.Al Marca’, piazza Cesare Battisti, 213 San PoloMascaronCi siamo semplicemente capitati per caso, anche se la doppia porta vetrata interamente tappezzata di segnalazioni sulle guide lascia poco spazio al dubbio. Mascaron oserei quasi dire che è esattamente il tipo di locale che idealmente cerco quando vado in un qualche luogo la cui cucina tipica vorrei conoscere (manco a dirlo, si trova quasi mai): una trattoria, tenuta bene, intimista, vecchio stile ma decorata in modo spiritoso, consapevole, che ha quel inconfondibile sapore di vero, il quale però non è sinonimo di primitività. Si serve il cibo tradizionale, preparato con un?attenzione molto forte alle materie prime, una cura nel cucinare secondo me parecchio sopra alla media, un?intelligenza nella cucina che si indovina, decisamente notevole, e che consiste nel fare semplice ma azzeccato (pare facile detto così e in realtà è la cosa più difficile al mondo), consiste nel saper ascoltare i sapori e le consistenze, e dosare di conseguenza gli ingredienti e le cotture, in modo millimetrico. Insomma un posto insieme alla mano e anche molto buono, un sogno. Per dire, le sarde in saor (fritte poi marinate in agrodolce con cipolla, uvetta e pinoli) erano buonissime, la marinatura equilibratissima; l?insalata di polpo era grandiosa, il polpo molto fresco, cotto a un punto davvero ammirevole, condito in parte con le sue stesse interiora (da queste parti dei moscardini & co non si pulisce in principio quasi nulla, chiaramente lo puoi fare solo con della roba freschissima) e ? ed è proprio così che la cucina dovrebbe essere - si sentiva la freschezza del polpo, il mare, la qualità dell?olio d?oliva, poco più, e infatti non ci voleva nient?altro. I maltagliati alla granseola erano semplicemente spa-zi-a-li, sottile e insieme consistente la pasta, e un sugo di nuovo bilanciatissimo nel quale si individuva chiaramente il sapore delicato e dolciastro e la consistenza morbida del granchio. Veramente posticcino ottimo, coup de coeur esponenziale, raccomandatissimo, sui 40 euro per un un antipasto e un primo, vini esclusi.Osteria al Mascaron, Santa Maria Formosa, Castello 5225 041/5225995, chiuso la domenica.Da GigioPure Gigio esibisce la sua bella collezione di segnalazioni. Rispetto a Mascaron, Gigio è decisamente un ristorante: le tovaglie bianche sostituiscono la carta paglia appoggiata sui tavoli di legno, e tutto è più ordinato e sereno come conviene appunto a un ristorante. Il cibo però, in sostanza, e a parte qualche piatto più di terra, un tartufo o un agnello di qua o di là, è sostanzialmente simile, veneziano. Il lato più raffinato, da ristorante (notare il corsivo :-P), si osserva anche dalle singole preparzioni: laddove da mascaron le sarde in saor erano cucinate con la lisca e andavano quindi spugnate nel piatto, quelle di gigio ne sono pulite in precedenza. Entrambe però erano ottime. Per il resto, ottime le capesantine gratinate, i gamberettini su polenta bianca morbida e il baccalà mantecato fritto a polpetta dell?antipasto veneziano. Buona l?insalata di polpo anche se quasi rimpiangeva quel sapore di mare più schietto e ruvido del polpo di mascaron. Qui era, come nel resto, più gentile, per cui il polpo era perfettamente pulito, e cucinato insieme a dei peperoni e delle olive, un risultato quindi un filo smussato rispetto al piatto schietto della tradizione. Buoni infine gli spaghetti alla granseola e quelli mori (al nero di seppia) con tonno, pomodorini e taggiasche, e la frittura. Comunque sia, si mangi abbastanza bene, si beve con una certa cura, e si sta benissimo nella salettina che si affaccia sul piccolo canale e dove a tratti, anche a dicembre, spunta un raggio di sole. Circa 35 euro per un antipasto e un primo.Vini da Gigio, Cannareggio 3628a 041/5285140Da?a MarisaUn posticcino da insiders questo. Marisa si trova sul fondamenta san Giobbe, quasi alla punta nord di Canareggio, e saranno si e no 45 metri quadri scarsi che contengono 32 coperti. Vale a dire che quando la saletta e piena, non esce né entra più nessuno. In realtà pare che da Marisa sono forti in una specie di variante veneziana della cucina del quinto quarto: è che a 100 metri da lì sta l?ex macelleria comunale diventata ormai una delle sede dell?università (incluso aula magna completa di ganci ai quali venivano appesi i maiali ecc). Fatto sta che da Marisa, essendoci stata la domenica a pranzo, io ho mangiato pesce, cosi come tutti gli altri veneziani che erano lì (era anche una delle poche occasioni in cui non ho sentito una parola straniera intorna a me), perché appunto la domenica a pranzo si mangia pesce e il menù è fisso. Sono arrivati a tavola quindi, spontaneamente, un po? di antipasti fra cui l?immancabile baccalà mantecato (che però è stoccafisso), dei moscardini in umido serviti con una polenta calda, del branzino marinato all?aceto e delle cozze gratinate. Poi una lasagna di pesce e infine, nel vassoio di alluminio, l?opulente fritto di calamari, gamberi (una delle pochissime occasioni in cui ho trovato, nel fritto, dei gamberi che non fossero di provenienza esotica e surgelate) e sogliole. Per dessert, a ciascuno una ciotolina di mascarpone al rum e una montagnetta di baicoli, roba che anche se non l?hai mai mangiata prima ti riporta direttamente in infanzia. Cibo buono e decisamente onesto, atmosfera impagabile, per tutto il resto c?è la carta di credito e appunto qui non l?accettano :-) Il menu fisso costa 40 euro.Trattoria da?a Marisa, Fondamenta San Giobe a Canaregio 652 041/720211, chiuso lunedì sera e mercoledì sera. Biscotti veneziani?Mi pare siano un po? inflazionati i biscotti veneziani. Perché certo, c?erano i baicoli, i biscotti di burano, e poi le zalette ecc. Poi anche i kranz e gli strudel si potevano capire, filologicamente parlando. Però nelle tante tantissime pasticcerie veneziane, di cui gran parte si trova sugli itinerari turistici, sono apparsi anche una miriade varianti sul pan del pescatore, del doge, del moro, del redentore, alcuni in temibili versioni glassate verdi, e un po? mi è venuto da chiedermi dov?è che stavamo andando dunque con tutta sta roba. Per fortuna poi ho trovato la pasticceria che fa per me. Intanto è una pasticceria vera, non un negozio di souvenir, sta abbastanza vicino alla stazione e si chiama Majer. Fa dei pan del doge favolosi, che sanno di burro e di mandorle, e poi dei cornetti che ricordano quelli parigini, croccanti e burrosi, e poi dei biscotti tipici che non hanno il sapore non sapore di quelli che spesso si trovano in giro, e infine una bella serie di torte serie, belle, e dei pani a lievitazione naturale. Insomma se ci passate, vi prego vi supplico, lasciate perdere gli altri e andateci ?Pasticceria Majer, Santa Croce 287/a 041/710385
More Details
|
|